Chiama ora: +39 051 645 0411 info@lifeiris.eu

Posts Taged sistema_industriale-sistema_energetico

UN GREEN NEW DEAL PER L’EUROPA

Via libera della neo-insediata Commissione Europea della Presidente Ursula von der Leyen al “Green Deal europeo”, l’insieme di piani, programmi e azioni che dovrà portare l’Europa entro il 2030 all’abbattimento del 50% delle emissioni di CO2 ed entro il 2050 alla Carbon neutrality, facendo così dell’Unione Europea il leader mondiale nella lotta ai cambiamenti climatici.Il concetto di “Green new deal” fa la sua comparsa nelle cronache politiche europee alla vigilia delle elezioni continentali di maggio 2019, quando il Vice-Presidente uscente della Commissione Europea, Frans Timmermans, twitta il suo sostegno a “un ambizioso Green new deal per l’Europa, che modelli il futuro per i nostri figli e assicuri la loro salute e prosperità”. Il riferimento è chiaro e richiama con prepotenza il new deal con cui il Presidente Roosevelt risollevo gli Stati Uniti dalla Grande Depressione, grazie all’inaugurazione di una serie di politiche di spesa governativa e di grandi opere pubbliche che rilanciarono una economia in piena crisi. L’auspicata svolta dovrebbe quindi non solo rappresentare una risposta alla grande sfida del Cambiamento Climatico, ma anche rilanciare l’economia globale e quella europea, ancora soggette ai postumi della crisi finanziaria del 2008-2009.

Il concetto è poi rilanciato dalla Presidente von der Leyen fin dal suo discorso di insediamento, quando indica nel Green new deal il “fulcro di una trasformazione dell’Europa in una società carbon-free”.A nemmeno due settimane dall’insediamento, il primo atto ufficiale della Commissione von der Leyen è stato proprio la presentazione al Parlamento del “Green deal europeo”, un pacchetto di proposte legislative, strumenti finanziari e piani articolato in 50 azioni in diversi settori, finalizzato alla riduzione delle emissioni, all’adozione di modelli di economia circolare e al sostegno degli investimenti green in Europa. Una grande missione, che è sì una sfida, ma anche un’occasione per un cambio di paradigma che implica l’avanzamento tecnologico della UE; in questo senso, la Presidente della Commissione lo paragona a quello che fu lo sbarco sulla Luna per gli Stati Uniti. Il percorso è avviato, ma non sarà diretto e senza ostacoli: la stessa Commissione ammette che la “lotta ai cambiamenti climatici è uno sforzo comune, ma non tutte le regioni e gli Stati membri partono dallo stesso punto”. Il riferimento è ai cosiddetti paesi di Visegrad, in particolare Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca, le cui economie dipendono ancora fortemente dai combustibili fossili. Proprio per favorire la transizione verso un sistema sempre più carbon free, von der Leyen ha annunciato la creazione già a gennaio 2020 di un “Fondo di transizione” destinato a mobilitare investimenti per 100 miliardi di euro nei prossimi sette anni. Ma le tutele non dovrebbero fermarsi a questo e c’è già chi prospetta l’entrata in vigore di un meccanismo di tutela dell’industria europea dalla concorrenza di Paesi meno attenti alla regolamentazione sul clima, quantomeno per i settori più esposti alla transizione verso la carbon neutrality. Da quanto anticipato finora, il Green Deal europeo coprirà tutti i settori dell’economia: dai trasporti all’energia, dall’agricoltura all’industria e richiederà investimenti significativi per raggiungere gli obiettivi fissati: la Commissione ha prospettato un finanziamento dedicato di circa 260 miliardi di euro, pari all’1,5% del PIL della intera UE, cui si aggiungerà il sostegno ulteriore della Banca Europea per gli Investimenti, da appostare sul Bilancio 2021-2027 dell’Unione. Il tema della lotta al cambiamento climatico sarà prioritario e trasversale a tutti i programmi di finanziamento della tornata 2021-2017, a partire da quelli alimentati dai fondi Strutturali e di Investimento Europei (fondi SIE), a gestione regionale.In questo modo, il Green Deal europeo, deciso dalla Commissione ed approvato dal Parlamento Europeo, porterà i propri risultati sulla vita dei cittadini, delle istituzioni e delle imprese di tutte le regioni dell’Unione Europea.

Read More