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Cambiamenti climatici e industria: disponibili gli atti della conferenza di medio termine

Oggi le imprese si trovano a far fronte sempre più frequentemente a eventi climatici di portata straordinaria, che mettono a repentaglio la produzione e gli impianti o che compromettono la funzionalità delle infrastrutture del territorio al servizio delle stesse. In caso di allagamento, le imprese devono affrontare potenzialmente grandi perdite economiche (ad esempio attraverso le interruzioni della produzione e i danni ad attrezzature ed edifici), mentre le ondate di calore aumentano il consumo di energia e possono compromettere il benessere dei dipendenti. Su una più ampia scala, siccità e piogge intense possono minacciare la disponibilità di acqua e portare all’inquinamento delle acque sotterranee. L’implementazione di opportune misure di adattamento trasforma i potenziali danni in mancate spese, quindi in sostanza in benefici economici; anche se a prima vista potrebbe sembrare che si tratti solo di costi, in quanto gli impatti previsti nel proprio territorio potrebbero non verificarsi nel modo atteso.
Cambiamenti climatici e industria è stato il focus della Conferenza di medio termine tenutasi lo scorso 11 aprile presso lo stabilimento di Carlsberg Italia. L’incontro è stato un’occasione per presentare i primi risultati del Progetto europeo LIFE IRIS ad un anno dall’inizio delle attività: i Piani di adattamento delle due aree industriali di Bomporto (MO) e San Giovanni di Ostellato (FE) e della filiera della birra. Il web tool per l’analisi del rischio climatico e le politiche di adattamento nel settore industriale.
L’evento ha visto la partecipazione del Ministero dell’ambiente – MATTM che ha presentato le azioni per il settore industriale del Piano Nazionale per l’Adattamento ai Cambiamenti Climatici – PNACC.

Visualizza e scarica le presentazioni

Piano Nazionale di Adattamento – Fabiana Baffo Ministero dell’Ambiente

Politiche di adattamento climatico nel settore industriale: il progetto IRIS – Enrico Cancila (ERVET SpA)

Le esperienze:

 

Presentazione del web tool per l’analisi di rischio climatico – Giuseppe Maffeis (TerrAria Srl)

 

Galleria foto – 11 Aprile 2017

Conferenza di medio termine

Conferenza di medio termine – i partner

Conferenza di medio termine

Conferenza di medio termine

Conferenza di medio termine

Conferenza di medio termine

Conferenza di medio termine

Conferenza di medio termine

Conferenza di medio termine -Carlsberg Italia

Conferenza di medio termine -Carlsberg Italia

Conferenza di medio termine - Carlsberg Italia

Conferenza di medio termine – Carlsberg Italia

 

Conferenza di medio termine
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IRIS per un’industria resiliente al cambiamento climatico

Il Progetto IRIS rappresenta un’innovazione tra le iniziative di adattamento al cambiamento climatico, dal momento che non è orientato a rendere resilienti le città e i sistemi urbani; ma si rivolge al settore industriale. In particolare il progetto promuove un approccio di cluster che si concretizza in sperimentazioni a scala di area industriale e di filiera produttiva.

Il tema dell’adattamento ai cambiamenti climatici è di forte attualità, in considerazione degli effetti ormai ricorrenti sia a scala globale che locale; collegati all’aumento delle temperature e alle precipitazioni estreme.

Le tendenze del clima in Italia negli ultimi cinquant’anni (trend 1961 – 2014) mostrano evidenti aumenti delle temperature legati a ondate di calore, più significative nel Nord Italia (ad esempio negli ultimi quarantacinque anni è stato rilevato che la temperatura media nella provincia di Ferrara è passata da 3° a 6°C); e precipitazioni estreme, più significative nel Centro Italia. [dati presentati da Arpae Emilia-Romagna, febbraio 2016]. Queste evidenze meteoclimatiche sintetizzano il problema attuale dell’adattamento ai cambiamenti climatici da affrontare nel nostro Paese.

L’innalzamento delle temperature innesca fenomeni di cambiamento climatico osservati a livello globale (pubblicati nel report Intergovernmental panel on climate change IPCC- V report 2014) che non è più possibile ignorare: l’innalzamento del livello del mare legato allo scioglimento di ghiacciai, le mareggiate che comportano l’erosione della costa, le alluvioni, i fenomeni di desertificazione e di siccità, etc. Tali cambiamenti generano effetti sugli ecosistemi e sulla biodiversità (come ad esempio la fioriture precoci, le migrazioni di alcune specie, etc.).

Prevenire gli impatti del cambiamento climatico ed organizzarsi per sostenerli può ridurre i costi futuri dei danni sulla collettività e sull’ambiente. Ad esempio, secondo le stime effettuate dalla Commissione europea sui costi globali dell’adattamento, l’adozione di misure di protezione dalle inondazioni consentirebbe di risparmiare sei euro (di danni evitati) a fronte di un euro speso in misure di adattamento.

Per raggiungere gli obiettivi definiti a livello internazionale e comunitario è opportuno definire politiche di adattamento a diverse scale territoriali: nazionale, regionale, locale.

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Fonte notizia: ERVET

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